Problemi di comunicazione nella coppia: quando è difficile parlare di emozioni, bisogni e desideri

Quando pensiamo ai problemi di comunicazione nella coppia, viene spontaneo immaginare due persone che litigano, che non riescono ad ascoltarsi o che finiscono sempre per discutere delle stesse cose.
Nella pratica clinica, però, mi capita spesso di osservare una difficoltà ancora più a monte: non sempre riusciamo a dire al partner quello che realmente proviamo, ciò di cui abbiamo bisogno o quello che desideriamo.
Possiamo parlare molto e, allo stesso tempo, dire poco di noi.
Può essere difficile dire che ci sentiamo trascurati, che abbiamo bisogno di maggiore vicinanza, che ci sentiamo poco desiderati oppure, al contrario, che abbiamo bisogno di maggiore spazio. Lo stesso può accadere quando quello che vorremmo comunicare riguarda la sessualità.
Perché proprio con la persona con cui vorremmo raggiungere una maggiore intimità può diventare così difficile mostrarci davvero?
Cosa rende una coppia diversa dalle altre relazioni?
Una coppia non è semplicemente una relazione importante come possono esserlo un'amicizia o un rapporto familiare.
Entrano in gioco dimensioni particolari: l'attrazione reciproca, l'intimità, la ricerca di appagamento e la costruzione di un patto che definisce i confini della relazione. Ogni coppia può naturalmente dare una forma diversa a questi aspetti, ma proprio l'intimità rende questa relazione differente da molte altre.
Essere intimi, però, non significa soltanto trascorrere molto tempo insieme o conoscere molte informazioni sull'altro.
L'intimità sembra costruirsi anche attraverso la possibilità di mostrare aspetti di sé e attraverso il modo in cui percepiamo la risposta del partner. In particolare, la condivisione delle emozioni sembra avere un ruolo importante rispetto alla semplice condivisione di fatti e informazioni (Laurenceau et al., 1998).
Una coppia può quindi parlarsi continuamente di lavoro, figli, appuntamenti, spesa, impegni o organizzazione della settimana e, contemporaneamente, parlare sempre meno di sé.
Nella coppia si incontrano anche due storie
Quando due persone costruiscono una coppia non si incontrano soltanto due individui.
Si incontrano anche due storie relazionali.
Nel corso della nostra esperienza abbiamo imparato, spesso senza rendercene conto, cosa significa essere vicini a qualcuno, avere bisogno dell'altro, chiedere aiuto, essere autonomi, essere rifiutati, appartenere a una relazione o sentirci esclusi.
Valeria Ugazio ha studiato il modo in cui alcuni significati si organizzano nelle relazioni familiari e di coppia intorno a temi come libertà, appartenenza, potere e bontà (Ugazio & Guarnieri, 2018).
Non significa che possiamo dividere le persone in categorie. È più interessante pensare che lo stesso comportamento possa assumere significati molto differenti per due persone.
Una frase come:
“Vorrei che passassimo più tempo insieme”
può significare per chi la pronuncia:
“Mi manchi e vorrei sentirmi più vicino a te.”
Per il partner, invece, potrebbe suonare come:
“Non rispetti i miei spazi”
oppure:
“Non sono mai abbastanza per te.”
Allo stesso modo, il bisogno di maggiore autonomia può essere vissuto da una persona come qualcosa di naturale e dall'altra come un segnale di distanza o di possibile abbandono.
Non sempre litighiamo perché vogliamo cose diverse. A volte attribuiamo significati diversi alla stessa cosa.
È un tema che riguarda più in generale il modo in cui interpretiamo ciò che ci accade e che ho approfondito anche nell'articolo Giudizio e interpretazione: perché non vediamo la realtà, ma la nostra lettura della realtà.
Perché è così difficile dire ciò che proviamo e ciò di cui abbiamo bisogno?
Se qualcosa per noi è importante, comunicarlo significa anche esporsi.
Dire:
“Ho bisogno di te”
è molto diverso dal criticare l'altro perché non è abbastanza presente.
Dire:
“Quando succede mi sento poco importante per te”
è diverso dal dire:
“Non ti interessa mai niente di me.”
Nel primo caso stiamo mostrando qualcosa di noi. E questo può renderci vulnerabili.
Possiamo avere paura di essere giudicati, rifiutati, di ferire l'altro o di provocare un conflitto. Possiamo vergognarci di alcuni nostri bisogni oppure avere difficoltà persino a riconoscerli.
A volte entra in gioco anche il significato che attribuiamo al fatto stesso di esprimere un bisogno.
Se per me avere bisogno di qualcuno significa essere debole, sarà più difficile chiedere vicinanza.
Se esprimere un desiderio significa rischiare di essere egoista, potrei preferire non farlo.
Se nella mia esperienza mostrare una parte vulnerabile di me ha significato espormi al giudizio o al rifiuto, potrei aver imparato a proteggerla.
Il problema, quindi, non è sempre semplicemente “non saper comunicare”.
A volte sappiamo perfettamente cosa vorremmo dire, ma non ci sentiamo sufficientemente sicuri per dirlo.
Conta inoltre ciò che accade quando decidiamo di esporci. In letteratura si parla di perceived partner responsiveness: la percezione che il partner abbia compreso ciò che stiamo comunicando, riconosca la nostra esperienza e mostri attenzione per il nostro benessere (Arican-Dinc & Gable, 2023).
Non basta quindi riuscire a parlare. È importante anche poter sperimentare che ciò che abbiamo detto arrivi all'altro.
Quando il non detto diventa un circolo
Non dire direttamente qualcosa non significa però smettere di comunicarla.
Da una prospettiva sistemica, anche il silenzio, il tono della voce, il ritiro, l'irritazione o il modo in cui reagiamo entrano nello scambio con l'altro. Inoltre, la comunicazione non procede necessariamente secondo una semplice sequenza causa-effetto: le reazioni dei partner possono alimentarsi reciprocamente e costruire dei circoli (Watzlawick et al., 1967).
Può allora accadere qualcosa di questo tipo:

Pensiamo, per esempio, a una persona che cerca con insistenza un confronto e a un partner che, sentendosi sotto pressione, tende a ritirarsi.
Più uno insiste, più l'altro si ritira.
Ma più l'altro si ritira, più il primo interpreta la distanza come disinteresse e sente il bisogno di insistere.
Pattern di questo tipo vengono studiati anche nella ricerca sulle coppie con il termine demand-withdraw, cioè una dinamica nella quale uno dei partner aumenta la pressione per affrontare una questione mentre l'altro tende a sottrarsi alla conversazione (Rosen et al., 2025).
A un certo punto diventa difficile stabilire chi abbia cominciato.
Può essere più utile chiedersi:
“Che cosa succede tra noi quando entriamo in questo circolo?”
È proprio di questi schemi relazionali che tendono a ripetersi che parlo anche nell'articolo Perchè capita di litigare sempre per le stesse cose in coppia
Quando il non detto riguarda anche la sessualità
La difficoltà a esprimere bisogni e desideri può diventare ancora più evidente quando riguarda la sessualità.
Può essere difficile parlare di ciò che desideriamo, di quello che ci piace o non ci piace, delle differenze nel desiderio, della frequenza dei rapporti, dell'iniziativa sessuale oppure del bisogno di sentirci desiderati dal partner.
Anche qui possono entrare in gioco vergogna, timore del giudizio e paura di ferire l'altro.
Una meta-analisi che ha raccolto 93 studi, comprendendo complessivamente 38.499 persone coinvolte in una relazione, ha trovato un'associazione tra comunicazione sessuale e soddisfazione sessuale e relazionale. Un dato interessante è che la qualità della comunicazione mostrava associazioni più forti rispetto alla semplice frequenza con cui si parlava di sessualità (Mallory, 2022).
Non si tratta quindi semplicemente di “parlare di più”.
Conta anche come riusciamo a parlarne e che cosa accade tra noi quando decidiamo di mostrare una parte così intima di noi stessi.
Comunicazione nella coppia: dal “chi ha ragione?” al “che cosa succede tra noi?”
Quando una difficoltà si ripete nel tempo, può diventare naturale cercare di capire quale dei due partner stia sbagliando.
Una prospettiva relazionale suggerisce però un'altra possibilità: provare a osservare il processo che la coppia costruisce insieme.
Uno dei passaggi che trovo utili nel lavoro clinico consiste proprio nel provare a rendere visibili questi circoli.
Possiamo immaginarne uno in questo modo:
emozione o bisogno → paura di mostrarlo → comunicazione indiretta → interpretazione del partner → risposta del partner → conferma del timore iniziale.
Rappresentare graficamente una sequenza di questo tipo può aiutare a spostare l'attenzione dalla ricerca del colpevole all'osservazione di ciò che accade nella relazione.
Ho raccontato più diffusamente questo modo di utilizzare mappe e rappresentazioni nell'articolo Pensare per immagini: come utilizzo lo sketchnote in psicoterapia.
Quando può essere utile una terapia di coppia?
Una terapia di coppia non serve necessariamente a stabilire chi abbia ragione.
Può diventare uno spazio nel quale provare a osservare insieme questi circoli, comprendere i significati che ciascuno attribuisce al comportamento dell'altro e rendere maggiormente comunicabili emozioni, bisogni e desideri.
Anche gli studi sugli esiti della terapia di coppia mostrano miglioramenti non soltanto nella soddisfazione relazionale, ma anche in ambiti come comunicazione, intimità emotiva e comportamenti tra partner (Roddy et al., 2020).
A volte il primo cambiamento non consiste nel risolvere immediatamente il problema, ma nel riuscire finalmente a vedere insieme quello che succede tra i due.
Nel mio studio a Fonzaso, vicino a Feltre, mi occupo anche di percorsi di coppia. Se vuoi approfondire il modo in cui lavoro puoi visitare la pagina dedicata alla terapia di coppia a Feltre, Fonzaso e online.
Per info e contatti clicca qui: CONTATTI
Domande frequenti/FAQ
Perché faccio fatica a dire al partner quello che provo?
Esporsi emotivamente può farci sentire vulnerabili. Possiamo temere il giudizio, il rifiuto, il conflitto o avere imparato nel corso della nostra storia relazionale che alcuni bisogni è meglio non mostrarli. A volte la difficoltà non riguarda quindi trovare le parole, ma sentirci sufficientemente sicuri da pronunciarle.
Perché il mio partner si chiude quando provo a parlare?
Il ritiro non significa necessariamente disinteresse. Una persona può vivere il confronto come pressione, critica o rischio di conflitto. Può così costruirsi un circolo nel quale più uno cerca il dialogo, più l'altro tende a sottrarsi e, proprio perché l'altro si ritira, il primo aumenta ulteriormente la pressione.
È normale avere difficoltà a parlare di sesso nella coppia?
La sessualità può esporci particolarmente al giudizio e alla vulnerabilità. Esprimere desideri, preferenze o difficoltà può far temere di ferire o deludere il partner. Gli studi mostrano un'associazione tra la qualità della comunicazione sessuale e la soddisfazione sessuale e relazionale (Mallory, 2022).
Quando può essere utile rivolgersi a uno psicoterapeuta di coppia?
Può essere utile quando gli stessi conflitti tendono a ripetersi, alcuni argomenti diventano difficili da affrontare, aumenta la distanza emotiva o sessuale oppure entrambi si ritrovano in modalità relazionali dalle quali diventa difficile uscire. Non è necessario attendere che la relazione arrivi a una crisi estrema.
Riferimenti bibliografici
Arican-Dinc, B., & Gable, S. L. (2023). Responsiveness in romantic partners' interactions. Current Opinion in Psychology, 53, 101652. https://doi.org/10.1016/j.copsyc.2023.101652
Laurenceau, J. P., Barrett, L. F., & Pietromonaco, P. R. (1998). Intimacy as an interpersonal process: The importance of self-disclosure, partner disclosure, and perceived partner responsiveness in interpersonal exchanges. Journal of Personality and Social Psychology, 74(5), 1238–1251. https://doi.org/10.1037/0022-3514.74.5.1238
Mallory, A. B. (2022). Dimensions of couples' sexual communication, relationship satisfaction, and sexual satisfaction: A meta-analysis. Journal of Family Psychology, 36(3), 358–371. https://doi.org/10.1037/fam0000946
Roddy, M. K., Walsh, L. M., Rothman, K., Hatch, S. G., & Doss, B. D. (2020). Meta-analysis of couple therapy: Effects across outcomes, designs, timeframes, and other moderators. Journal of Consulting and Clinical Psychology, 88(7), 583–596. https://doi.org/10.1037/ccp0000514
Rosen, N. O., Dubé, J. P., Bosisio, M., & Bergeron, S. (2025). Do demand-withdrawal communication patterns during sexual conflict predict couples' relationship satisfaction, sexual satisfaction, and sexual distress? An observational and prospective study. The Journal of Sex Research, 62(5), 787–799. https://doi.org/10.1080/00224499.2024.2386997
Ugazio, V., & Guarnieri, S. (2018). A couple in love entangled in enigmatic episodes: A semantic analysis. Journal of Marital and Family Therapy, 44(3), 438–457. https://doi.org/10.1111/jmft.12321
Watzlawick, P., Beavin, J. H., & Jackson, D. D. (1967). Pragmatics of Human Communication: A Study of Interactional Patterns, Pathologies, and Paradoxes. New York: W. W. Norton.






Commenti