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PSICOLOGO PER STRESS LAVORATIVO E BURNOUT A FONZASO ZONA FELTRE (BL)

Sono Nadir Moretto, psicologo psicoterapeuta a Fonzaso, vicino a Feltre in provincia di Belluno. Mi occupo di percorsi psicologici per adulti che stanno vivendo stress lavorativo, sovraccarico, perdita di motivazione, difficoltà a staccare dal lavoro o segnali di burnout. Ricevo in presenza in provincia di Belluno e anche online.

Lavoratrice davanti al computer e scartoffie stressata e con burnout

In breve
Dove ricevo: a Fonzaso, vicino a Feltre, e online.
Per chi: adulti che vivono stress lavorativo, fatica mentale, sovraccarico, difficoltà a staccare o perdita di motivazione.
Durata seduta: 60 minuti.
Come prenotare: tramite WhatsApp, telefono o modulo contatti.

Il lavoro può essere una parte importante della propria identità.
Può dare stabilità, riconoscimento, senso di utilità e appartenenza.

A volte, però, può diventare anche una fonte di fatica continua.

 

Quando la pressione dura troppo a lungo, può diventare difficile recuperare energia. Ci si può sentire sempre stanchi, irritabili, meno motivati, più distanti dalle cose che prima sembravano importanti. Anche il tempo libero può non bastare più a riposarsi davvero.

 

In questi casi non si tratta semplicemente di “resistere di più” o di “organizzarsi meglio”. Può essere utile fermarsi e comprendere cosa sta accadendo.

Quando lo stress lavorativo diventa un problema

Un certo livello di stress fa parte della vita lavorativa.
Diventa però problematico quando inizia a occupare troppo spazio, anche fuori dal lavoro.

 

Può accadere, ad esempio, quando i pensieri sul lavoro continuano anche a casa, quando si fatica a dormire, quando ogni richiesta viene vissuta come un peso, oppure quando si sente di non riuscire mai a fare abbastanza.

 

Alcune persone vivono una tensione costante. Altre si sentono svuotate, distaccate, poco presenti. Altre ancora continuano a funzionare, ma con un costo interno sempre più alto.

 

Lo stress lavorativo può manifestarsi attraverso:

  • stanchezza persistente;

  • difficoltà a recuperare energie;

  • pensieri continui sul lavoro;

  • irritabilità;

  • difficoltà di concentrazione;

  • perdita di motivazione;

  • senso di inefficacia;

  • fatica a mettere confini;

  • difficoltà a dire di no;

  • paura di deludere o di non essere all’altezza;

  • tensione nelle relazioni professionali.

 

Spesso il problema non riguarda solo la quantità di lavoro, ma il modo in cui la persona si sente dentro quel ruolo.

Quando la tensione resta alta anche fuori dal lavoro, può intrecciarsi con ansia, pensieri ricorrenti e difficoltà a rilassarsi. In questi casi può essere utile approfondire anche la pagina dedicata ad ansia e stress.

Burnout non solo stanchezza

Il termine burnout viene spesso usato per indicare una condizione di forte esaurimento legata al lavoro.

 

Non coincide semplicemente con l’essere stanchi, né con un periodo passeggero di maggiore fatica.

 

Può emergere quando la persona resta a lungo in una condizione di pressione, responsabilità, richieste continue o scarso riconoscimento. A poco a poco può comparire una sensazione di distacco, perdita di senso, riduzione della motivazione e difficoltà a sentirsi efficaci.

 

A volte la persona continua a lavorare e a portare avanti gli impegni, ma dentro sente di essere sempre più distante da sé stessa.

 

Il percorso psicologico può aiutare a distinguere ciò che dipende dal contesto lavorativo da ciò che riguarda il modo in cui la persona vive le richieste, le aspettative, il senso di responsabilità e il proprio valore personale.

Ho approfondito questo tema anche in un articolo del blog dedicato a burnout, stress lavorativo e sovraccarico.

Il rapporto tra lavoro, identità e aspettative

Il lavoro non è solo un insieme di compiti.


Spesso parla anche di come una persona si percepisce.

Può riguardare il bisogno di sentirsi competente, utile, riconosciuta, affidabile. Può toccare temi come il giudizio, il fallimento, il confronto con gli altri, la paura di fermarsi o la difficoltà a concedersi dei limiti.

Per alcune persone dire “non ce la faccio” è molto difficile.


Per altre è complicato mettere confini, chiedere aiuto o riconoscere che qualcosa è diventato troppo pesante.

Quando il lavoro diventa difficile da lasciare “fuori dalla porta”, possono comparire rimuginio, autocritica e pensieri continui. Su questo tema puoi leggere anche l’articolo dedicato al rimuginio mentale.

In un percorso psicologico si può lavorare proprio su questi aspetti: non solo sulla gestione pratica dello stress, ma anche sul significato che il lavoro ha assunto nella propria storia personale.

Stress lavorativo, burnout e situazioni di mobbing

In alcuni casi, la sofferenza lavorativa non nasce solo dal carico di lavoro, ma anche dal clima relazionale e organizzativo.

Alcune persone arrivano in colloquio chiedendosi se ciò che stanno vivendo possa essere definito mobbing: svalutazioni ripetute, esclusione, conflitti continui, pressioni, controllo eccessivo, assegnazione di compiti poco chiari o vissuti come dequalificanti.

In un percorso psicologico non si tratta di stabilire una valutazione legale della situazione, ma di comprendere l’impatto che quel contesto ha sulla persona: ansia, paura di andare al lavoro, perdita di fiducia, senso di isolamento, rabbia, vergogna o difficoltà a reagire.

Quando il lavoro diventa un luogo percepito come ostile o invalidante, può essere importante dare spazio a ciò che si sta vivendo, distinguere i diversi piani della situazione e valutare, se necessario, anche l’integrazione con altre figure competenti.

Come può aiutare un percorso psicologico

Il percorso psicologico non ha l’obiettivo di dare soluzioni rapide o frasi motivazionali.

L’obiettivo è comprendere meglio il modo in cui la persona sta vivendo la propria situazione e individuare possibilità più sostenibili.

Il lavoro può aiutare a:

  • riconoscere i segnali di sovraccarico;

  • comprendere il rapporto tra lavoro, responsabilità e identità;

  • distinguere ciò che è davvero sotto il proprio controllo da ciò che non lo è;

  • ridurre il rimuginio legato al lavoro;

  • affrontare vissuti di inadeguatezza, colpa o fallimento;

  • imparare a mettere confini più chiari;

  • recuperare una maggiore possibilità di scelta;

  • valutare eventuali cambiamenti in modo più lucido.​​

 

A volte il percorso permette di ritrovare un equilibrio nella situazione attuale.
Altre volte aiuta a capire se è necessario modificare qualcosa nel proprio modo di lavorare, nelle relazioni professionali o nelle scelte future.

Stress lavorativo e cambiamenti di vita

Lo stress lavorativo può diventare più intenso nei momenti di cambiamento: un nuovo ruolo, un incarico più impegnativo, un conflitto con colleghi o superiori, una fase di incertezza professionale, oppure la sensazione di essere rimasti bloccati in una direzione che non corrisponde più a sé.

 

In questi momenti può emergere una domanda più ampia:

“Sto andando nella direzione giusta?”
“Quanto mi sto chiedendo?”
“Perché faccio così fatica a fermarmi?”
“Cosa mi impedisce di cambiare qualcosa?”

Nei momenti di forte pressione può emergere anche una sensazione di blocco, come se fosse difficile scegliere una direzione o cambiare qualcosa. Su questo aspetto puoi leggere anche l’articolo Mi sento bloccato: perché è così difficile decidere?

 

Il percorso psicologico può diventare uno spazio in cui dare forma a queste domande, senza dover arrivare subito a una risposta definitiva.

Informazioni pratiche

I colloqui hanno una durata di 60 minuti.

Ricevo in presenza a Fonzaso, in provincia di Belluno, in una posizione comoda anche per chi arriva da Feltre e dalla zona Feltrina.

È possibile svolgere i colloqui anche online.

La frequenza degli incontri viene concordata in base alla situazione e agli obiettivi del percorso.

Un primo colloquio

Il primo colloquio serve a comprendere la situazione, raccogliere la richiesta e valutare insieme quale tipo di percorso possa essere più utile.

Se sta vivendo un periodo di forte stress lavorativo, sovraccarico, perdita di motivazione o fatica a recuperare equilibrio, possiamo parlarne.

Approfondimenti collegati

Lo stress lavorativo può intrecciarsi con diversi aspetti della vita personale: ansia, rimuginio, umore basso, difficoltà relazionali e momenti di blocco.

Per approfondire alcuni temi collegati puoi leggere anche la pagina dedicata ad ansia e stress,

l’articolo sul rimuginio mentale 

e la riflessione su cosa accade quando ci si sente bloccati davanti a una scelta.

Quando il sovraccarico lavorativo incide anche sull’umore o sulle relazioni, possono essere utili anche le pagine dedicate a depressione e umore basso,

problemi relazionali e disorientamento personale e terapia di coppia.

Domande frequenti su stress lavorativo e burnout

Quando lo stress lavorativo diventa un problema?

Lo stress lavorativo può diventare un problema quando non resta limitato al contesto professionale, ma inizia a influenzare il sonno, l’umore, le relazioni, la concentrazione o la capacità di recuperare energie. Può comparire la sensazione di essere sempre sotto pressione, di non riuscire a staccare o di non avere più spazio mentale per sé.

Che differenza c’è tra stress lavorativo e burnout?

Lo stress lavorativo riguarda una condizione di sovraccarico e tensione legata al lavoro. Il burnout, invece, può comparire quando questa condizione si prolunga nel tempo e porta a esaurimento emotivo, distacco, perdita di motivazione e senso di inefficacia. Non sempre è facile distinguerli da soli: per questo può essere utile fermarsi e comprendere meglio cosa sta accadendo.

Quando può essere utile rivolgersi a uno psicologo?

Può essere utile rivolgersi a uno psicologo quando la fatica lavorativa diventa persistente, quando il pensiero del lavoro occupa gran parte della giornata, quando si fatica a recuperare anche nei momenti di riposo, oppure quando compaiono ansia, irritabilità, demotivazione, tristezza o difficoltà relazionali collegate al lavoro.

Ti occupi anche di situazioni legate a mobbing o conflitti sul lavoro?

Sì, mi occupo anche di situazioni in cui il disagio lavorativo è legato a conflitti, pressioni, vissuti di svalutazione, esclusione o dinamiche relazionali difficili. Il lavoro psicologico non sostituisce eventuali percorsi legali o sindacali, ma può aiutare a comprendere l’impatto emotivo della situazione, a ritrovare lucidità e a valutare come muoversi in modo più consapevole.

Dove ricevi per percorsi su stress lavorativo e burnout?

Ricevo a Fonzaso, vicino a Feltre, in provincia di Belluno, e anche online. Le sedute durano 60 minuti e si svolgono su appuntamento. È possibile prenotare tramite WhatsApp, telefono o modulo contatti.

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